La oltre decennale collaborazione tra Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti e Bergamo Film Meeting vede confermati anche per questa edizione del festival (7 - 15 marzo 2026) i consueti appuntamenti: la selezione dei migliori cortometraggi del Cilect Prize realizzati dalle studentesse e dagli studenti delle scuole di cinema di tutta Europa, proposti nella sezione EUROPE NOW! del BFM e l’Incontro della Civica che vedrà protagonista la regista e sceneggiatrice ungherese Ildikó Enyedi.
Per gentile concessione del Bergamo Film Meeting
EUROPE, NOW! Cinema europeo contemporaneo “Boys & Girls” | The Best of Cilect Prize
Nell’ambito della sezione EUROPE, NOW! Cinema europeo contemporaneo, anche quest’anno sarà presentata una selezione di cortometraggi realizzati da allieve e allievi provenienti da scuole aderenti al CILECT (Centre International de Liaison des Ecoles de Cinéma et de Télévision), di cui la Civica Scuola Luchino Visconti fa parte dal 2001.
La selezione di quest'anno raccoglie corti europei tra persone vincitrici e finaliste del CILECT Prize 2024, votate dalla comunità composta da studentesse, studenti e docenti delle 180 scuole membro: 8 cortometraggi da 7 paesi, di cui 3 fiction, 2 documentari e 3 animazioni.
Martedì 10 marzo 2026 | Bergamo, Auditorium di Piazza Libertà
Ore 20.00 - Germana Bianco, responsabile delle relazioni internazionali e festival della Civica Scuola di Cinema, presenterà la selezione e l’attività della Scuola nell’ambito del CILECT Prize.
A seguire proiezione del cortometraggio Fish River Anthology, prodotto dalla Aalto University di Helsinki.
Gli Incontri della Civica | Conversazione con Ildikó Enyedi
La regista e sceneggiatrice ungherese Ildikó Enyedi, protagonista quest’anno insieme a Alex van Warmerdam, della sezione Europe Now! di Bergamo Film Meeting - incontra le studentesse e gli studenti della Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti per raccontare la propria esperienza creativa e professionale.
Nel corso dell’incontro alle 14.30 verrà proiettato il film Tamás és Juli, nato nell’ambito del progetto 2000 vu par, una serie televisiva francese per la quale dieci cineasti internazionali si sono confrontati con il nuovo millennio. L’incontro, che si svolgerà in lingua inglese, sarà moderato da Ilaria Feole, critica cinematografica di Film TV.
Mercoledì 11 marzo 2026 ore 14.30 | Milano, Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti
Viale Fulvio Testi, 121 – Milano (Aula Magna)
Ildikó Enyedi
Ildikó Enyedi è una delle registe più importanti del cinema ungherese contemporaneo. Formatasi nell'ambiente dell'arte concettuale e dei media sperimentali nell'Ungheria post-comunista, ha sviluppato fin dai primi lavori (anni '70-'80) un interesse per il rapporto tra percezione, rappresentazione e realtà.
Esordisce nel lungometraggio con Il mio XX secolo (1989), vincitore della Caméra d'Or a Cannes: un'opera in bianco e nero che intreccia il destino di due gemelle con la nascita della modernità. Nei film successivi – Magic Hunter (1994), Simon mágus (1999), Tamás e Juli (1997) – esplora territori ambigui tra visibile e invisibile, razionalità e illusione, sempre con uno stile rigoroso e poetico.
Dopo un periodo dedicato a cortometraggi e alla serie TV Terápia, torna al cinema con Corpo e anima (2017), Orso d'Oro alla Berlinale e candidato all'Oscar: la storia di due solitudini che si incontrano nei sogni come cervi in un bosco. Con Storia di mia moglie (2021, Cannes) affronta il tema del desiderio ingovernabile, mentre il recente Silent Friend (2025, Venezia) ruota attorno a un ginkgo millenario testimone di storie attraverso i secoli.
Enyedi è anche figura di rilievo nelle istituzioni cinematografiche internazionali (Academy, European Film Academy, giurie a Berlinale, Venezia, Cannes).
Tamás és Juli
Regia e sceneggiatura di Ildikó Enyedi
Nell’estate del 1999, in una piccola città ungherese, i giovani Tamás e Julie si conoscono e si piacciono. Lui lavora in una miniera di carbone e lei è maestra in un asilo nido. Il sentimento tra loro lascia intuire qualcosa di più profondo, mai i momenti di tenerezza si alternano a bisticci, incomprensioni e imbarazzi. Sperando di consolidare il loro rapporto, Julie gli scrive una lettera d’amore e lo invita a incontrarla la sera di capodanno. Quella notte, però, Tamàs è di turno in miniera.
Il film nasce nell’ambito del progetto 2000 vu par, una serie televisiva francese per la quale dieci cineasti internazionali si sono confrontati con il nuovo millennio. La storia d’amore fra due giovani in una remota cittadina mineraria riguarda però meno il passaggio al millennio e più le difficoltà di una giovane coppia che tenta di incontrarsi nella notte del 31 dicembre 1999. Enyedi comunica la delicatezza dei sentimenti in modo ellittico, attraverso le esitazioni dei due giovani innamorati, i loro sguardi malinconici e i larghi sorrisi; la loro relazione è più innocente — ed emotivamente più complessa — dell’esibizionismo sensazionalistico dei prodotti adolescenziali americani. L’intima vicinanza di Enyedi e la sua capacità di mescolare riso e dolore ricordano la serie di Antoine Doinel di Truffaut.
(Ted Shen, Tamas and Juli, «Chicago Reader», 18 agosto 1997)
"Volevo una storia semplice, che mostrasse le cose davvero importanti nella vita di un individuo. Ho voluto lasciare impresso un ricordo: il modo in cui le persone vivono e si amano, alla vigilia dell’anno 2000 in una piccola città dell’Ungheria. Sono temi eterni. Quando andavo a scuola, m’impressionava il fatto che le tragedie greche affrontassero problemi che sono anche del nostro tempo. I problemi delle persone sono sempre gli stessi, anche se la civiltà intorno a noi è cambiata enormemente. La valle di questo film sembra davvero eterna, come se per secoli nulla fosse cambiato".
(Ildikó Enyedi)