Prosegue il ciclo de Gli incontri della Civica con il ritorno alla Civica Scuola Luchino Visconti di Rocco Moccagatta, a sei mesi dal primo appuntamento dedicato al panorama del cinema italiano contemporaneo.
L’incontro, in programma mercoledì 13 maggio alle ore 14.30, sarà un’occasione per tornare a interrogarsi sullo stato del cinema italiano di oggi: un focus aggiornato per osservare come si siano evoluti — o meno — linguaggi, modelli produttivi e prospettive del settore.
Attraverso un’analisi che attraversa cinema d’autore, commedia e altri generi, il confronto toccherà temi centrali come il rapporto tra sale e piattaforme, la serialità, il sistema dei divismi e la ricerca di nuovi pubblici, provando a capire se negli ultimi mesi qualcosa sia cambiato — o se possa davvero cambiare.
Modera: Simone Scafidi
La sede
L'incontro si svolgerà presso l'Aula Magna nella sede di via Carchidio 2.
Rocco Moccagatta
Critico e studioso di cinema, televisione e new media insegna Storia del cinema delle origini e classico e Business televisivo e crossmediale presso l’Università IULM di Milano. Da sempre si occupa di generi popolari nei diversi media e di cinema italiano del passato e contemporaneo. Scrive o ha scritto su FilmTv, L’Officiel Homme, Duel/Duellanti, Segnocinema, Link-Idee per la tv, Comunicazione politica, 8 ½ , Marla, Nocturno Cinema.
È autore (con Elena Gipponi) di Le forme del classico. Contributi per l’analisi del cinema hollywoodiano (Arcipelago, 2013) e di Carlo&Enrico Vanzina-Artigiani del cinema popolare (Bietti, 2018). Nel 2022 sono usciti Mino Guerrini-Vita e opere di un arcitaliano (con Chiara Grizzaffi per Mimesis) e Mediaset e il cinema italiano (con Gianni Canova per Mondadori-Electa). Nel 2025 ha pubblicato con Andrea Pergolari per Sagoma Mi fate un baffo, Il meglio di Steno prima del cinema, una raccolta di scritti umoristici degli anni ’30 e ’40 di Steno. Attualmente sta lavorando sui produttori “invisibili” del cinema italiano del secondo dopoguerra e sullo sceneggiatore Bernardino Zapponi. È stato ribattezzato “Giancarlo Cianfrusaglie” da Maccio Capatonda e ne va orgoglioso.