Uno sguardo profondo sulle storie di chi rischia la vita per salvare qualcuno o per salvarsi. We shouldn’t be at sea vuole interrompere il silenzio sulle morti in mare.
We shouldn’t be at sea è un documentario immersivo che nasce dall’esigenza di interrompere il silenzio che si è creato negli ultimi anni riguardo le morti in mare nella tratta migratoria del Mediterraneo Centrale.
Realizzato in collaborazione con l'ONG Mediterranea Rescue, il progetto raccoglie le testimonianze di quattro volontari soccorritori impegnati nelle operazioni di salvataggio in mare. Attraverso i loro racconti emergono le sfide umane, etiche e operative di chi interviene quotidianamente in situazioni di emergenza, tra responsabilità, ostacoli istituzionali e pressione mediatica. Alle voci dei soccorritori si affianca quella di una persona migrante, simbolo delle migliaia di storie che attraversano il Mediterraneo alla ricerca di un futuro migliore.
Il titolo We shouldn’t be at sea richiama una riflessione profonda: né le persone costrette a intraprendere viaggi pericolosi in assenza di vie sicure e legali, né i volontari chiamati a supplire alle attività di soccorso dovrebbero trovarsi in mare in queste condizioni.
Con la complicità di un silenzio mediatico che fa spostare lo sguardo e l’attenzione dagli sbarchi e dalle morti in mare, We shouldn’t be at sea si pone l’obiettivo ultimo di entrare in contatto con la coscienza delle spettatrici e degli spettatori, cercando di renderli consapevoli di ciò che accade quotidianamente nelle acque del Mediterraneo Centrale.
Crediti
Con la partecipazione di: Denny Castiglione, Maximilian Dünow, Vanessa Guidi e Sheila Melosu
Con la collaborazione di: Mediterranea Rescue e Laura Marmorale
Tutor: Valeria Polidoro (Concept e struttura narrativa), Claudio Cipelletti (Regia, produzione e montaggio), Stefano Sburlati (Video immersivo), Krishna Agazzi (Fotografia), Marco Lo Tufo (Presa diretta), Massimo Viale (Post-produzione audio spazializzato), Giuseppe Bruno (Applicazione Unity visori), Francesca Miscioscia e Karen Giusto (Scenografie e allestimenti)
Regia: Tiziano Pandocchi
Concept: Giorgio Mannino, Francesco Matera, Tiziano Pandocchi, Raffaele Simone
Sceneggiatura: Giorgio Mannino, Francesco Matera, Raffaele Simone
Produzione: Emma Bevilacqua (Direttrice di produzione), Martina Iannaco (Aiuto regista)
Riprese e fotografia: Lorenzo Fagioli (Direttore della fotografia), Alessandro Ferraresso (1AC/Gaffer), Luà Armagno (Operatore camera), Rebecca Reycend (Operatrice camera)
Suono in presa diretta: Angelica Ferri, Lisa Lardelli, Luca Motta, Giacomo Schiavini, Francesco Fiorani
Montaggio: Martino Babandi, Riccardo Kubelka
Post-produzione audio: Angelica Ferri, Lisa Lardelli, Luca Motta e Giacomo Schiavini
Si ringraziano: Laura Marmorale, Maurizio Iovino, Francesco Cafagna, Lello Cirillo, C., Cantieri del Mediterraneo, Magma Home Napoli, Andrea Bevilacqua, Roberto Bevilacqua, U.N.I.T.A.L.S.I Sede Bologna, Luigi Carnicielli, Giulia Carnicielli, Angelica Ferri e Francesco Fiorani