Sofia Pelczer


Regista e docente di regia e recitazione teatrale

Sofia Pelczer (Budapest,1977) si diploma in Regia teatrale nel 2002 presso Milano Teatro Scuola Paolo Grassi, dove è attualmente docente di Elementi di Regia. Completa la sua formazione con diversi anni di assistenza alla regia al fianco di Massimo Navone. Inizia la sua attività di regista rappresentando Orfeo di J. Cocteau (2002). La sua attenzione si focalizza da sempre sulla drammaturgia contemporanea, mettendo in scena tra altri La bambina gelata di M. von Mayenburg (Astiteatro 2004), Trilocaledi José Maria Vieira Mendes (2005), L'Angelo Elettrico di R. Macranici (2006) e La misteriosa scomparsa di W di Stefano Benni (2008-09).
Allestisce, inoltre, spettacoli-evento che vedono una riconsiderazione del rapporto tra scena e pubblico, comeAlle radici dell’Europa (Teatro della Tosse), Un po’ per Celia (Pergine Spettacolo Aperto) e La festa (Fabbrica dell'Uomo). Nel 2008 fonda l’associazione culturale Teatro Sguardo Oltre di cui assume la direzione artistica e con la quale rappresenta, oltre a una serie di interventi culturali, Sorelle fatali (studio sui percorsi femminili nell’opera di Shakespeare) e Lettere a un guaritore non ferito per la Festa del Teatro 2008 e 2009.

E’ stata selezionata al corso triennale di Pedagogia della Scena, tenuto dal M° Anatolij Vasil’ev che completa la sua formazione sul metodo Stanislavskij.

Suo obiettivo pedagogico principale è far acquisire agli allievi gli strumenti universali di base, quei mezzi, cioè, che gli permettono di muoversi con autonomia, libertà e creatività nell’approccio dei diversi registri stilistici. Punto di partenza è il metodo di Stanislavskij che aiuta a focalizzare l’azione drammatica, la relazione tra i personaggi, il conflitto interiore, le circostanze e gli avvenimenti che vanno a costruire la struttura di un testo teatrale. In particolare, nella pedagogia dell’attore la linea è tesa verso la liberazione dell’individualità creativa del soggetto e l’acquisizione dell’autonomia nella gestione e trasformazione del proprio immaginario artistico.

‘La pedagogia, così come le prove con gli attori, per me significa costruire, attraversare e scoprire un processo creativo insieme agli allievi. Le lezioni sono il luogo ideale della creatività, del gioco scenico, della fantasia attoriale, della scoperta di piccoli segreti e piccole magie sul sé e sull’ensemble che si costruisce. Far sì che questo accada quotidianamente è il tesoro che cerco di far portare a casa agli allievi dopo ogni lezione’. Sofia Pelczer