Aline Hervé


Aline Hervé nasce a Parigi nel 1972 dove ha vissuto fino al 1994, anno in cui l’Italia l'ha ospita per un dottorato che conclude l’appassionante ciclo di studi in matematica.
A Firenze però incontra il suo destino sulle sedie di legno di un cinema grazie al film L’uomo con la macchina da presa di Vertov. Da quel momento si determina la sua nuova strada. E il suo destino si compie nell’incontro fortunato con registi italiani che cercano di guardare al reale per elaborare una storia, un pensiero, e si permettono libertà e rischi nel linguaggio. In questo percorso incontra Pietro Marcello per il quale monta Il passaggio della linea: un linguaggio poetico nuovo che tocca un pubblico molto ampio. Nella convinzione di insistere nel mondo del documentario condivide il percorso di Giovanni Cioni, e i relativi riconoscimenti in diversi festival, ma anche quello di Federica di Giacomo che vince Orizzonti a Venezia con Liberami.
Il passaggio al cinema di finzione avviene attraverso l’incontro con un allora giovanissima regista di documentari, Irene Dionisio, che le propone di affrontare insieme il primo film, Le ultime cose, presentato alla Settimana della critica a Venezia. Ritrova Pietro Marcello in occasione di Martin Eden, film che le permette di lavorare sulla sintesi tra documentario e finzione, sull’idea di spalancare le storie con accessi poetici reali e coronare finalmente il matrimonio felice tra i due linguaggi.